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La colonna vertebrale, detta anche spina dorsale, può essere suddivisa in tre sezioni principali:

- la zona cervicale consente alla testa di muoversi

- la zona toracica lavora insieme alle costole e svolge un ruolo importante, specialmente nella respirazione

- la zona lombare serve principalmente per la flesso-estensione del busto.

Le vertebre sono separate tra loro da dischi intervertebrali composti da un nucleo polposo circondato da un anulus fibroso. I dischi intervertebrali svolgono la funzione di ammortizzatori. Il carico sostenuto dai dischi varia notevolmente a seconda della posizione e dello sforzo compiuto:

25 kg - 50 kg - 140 kg - 150 kg - 200 kg - 300 kg

Sulla colonna vertebrale si concentrano anche gli effetti dello stress.

Indicazioni
I danni ai dischi intervertebrali possono essere di origine degenerativa o traumatica. Il tipo di trattamento, così come la decisione di sottoporvisi dipendono essenzialmente dalla disfunzione rilevata. Il primo intervento deve sempre essere di tipo medico e a base di fisioterapia, riposo, farmaci antinfiammatori e, ove necessario, iniezioni spinali (da una a tre) per fini terapeutici.
L’intervento chirurgico deve essere prospettato solo dopo aver effettuato un trattamento medico estensivo con almeno un’iniezione spinale.
Tecniche chirurgiche
Tutte le tecniche chirurgiche hanno lo stesso scopo: alleviare la pressione sulla radice nervosa. Possono essere proposte diverse tecniche chirurgiche:

- Discectomia dell’ernia del disco
Il chirurgo rimuove una parte piccola o significativa del nucleo fuoriuscita dal disco e lo pulisce.
Questa tecnica, in precedenza effettuata con un’incisione di 10-15 cm, ora viene sempre più spesso effettuata in microchirurgia, molto meno invasiva.

- Sostituzione del disco intervertebrale
Questa tecnica molto più recente non è praticata in tutti i paesi. Alcuni non hanno ancora certificato le protesi discali utilizzate.
Questa tecnica si sta diffondendo sempre più nella chirurgia lombare, mentre la sua applicazione alle vertebre cervicali rimane più limitata. Occorre sostituire solo un disco lombare.

- Artrodesi (fusione spinale)
Con questa tecnica si fondono diverse vertebre insieme. È un intervento maggiore, che richiede un ricovero ospedaliero di 8-10 giorni e l’utilizzo di un busto lombare per tre mesi dopo l’operazione.
Rischi
Tutti gli interventi chirurgici presentano rischi a breve o lungo termine:

- Infezione
Anche se più limitate nelle microdiscectomie, le infezioni possono essere molto gravi dopo un’artrodesi.

- Sanguinamento
In particolare in caso di inserimento di protesi discale e nella chirurgia dell’artrodesi.

- Dolore cronico, anche noto come “sindrome da fallimento chirurgico spinale” (FBSS)
Questa complicanza può sorgere a prescindere dalla tecnica utilizzata e può indicare una diagnosi scorretta dell’origine del dolore. Attorno alla radice nervosa può formarsi anche del tessuto cicatriziale, un’infiammazione correlata alla protesi inserita.

- Anestesia
Come per qualsiasi intervento chirurgico, l’anestesia presenta dei rischi.
Decorso post-operatorio
In molti casi, l’intervento chirurgico solleva immediatamente dal dolore.
Tuttavia, la pelle si rimargina in circa tre settimane, mentre per i tessuti profondi è necessario molto più tempo.

A prescindere dal tipo di intervento, è necessario astenersi dal lavoro per un periodo che va da pochi giorni per la microchirurgia ad almeno due mesi per l’artrodesi.

Per le prime tre settimane, si raccomanda di sedersi in posizione verticale per evitare dolori alla parte bassa della schiena (sgabello, sedia ad altezza regolabile, ecc.).
- Evitare di sedersi in divano o poltrona. Utilizzare solo sedie rigide con schienale dritto e alto.
- Sedersi in posizione verticale per le prime sei settimane dall’artrodesi.
- Per sedersi, cominciare appoggiandosi al bordo della sedia e poi scivolare verso la parte posteriore. Successivamente, piegarsi verso lo schienale mantenendo saldamente i piedi a terra. Cercare di non accavallare le gambe.
- Non rimanere seduti per periodi di tempo prolungati.
- Piegare le ginocchia per raccogliere oggetti da terra.
- Non sollevare pesi nelle settimane successive all’intervento.
Le nostre raccomandazioni
- La decisione di sottoporsi a intervento chirurgico deve essere presa molto attentamente, dopo aver provato tutti i trattamenti medici non chirurgici disponibili.
- In alcuni paesi non è abituale offrire sedute di fisioterapia pre- o post-operatorie. Tuttavia, queste sedute sono necessarie, purché vengano prestate da personale medico esperto.
- Il dolore che non può essere identificato con una tomografia computerizzata o una risonanza magnetica che riveli un effettivo conflitto radicolare deve far sospendere ogni tipo di intervento chirurgico.
- Una volta presa la decisione di intervenire chirurgicamente, chiedere un secondo parere.
- Sugli adolescenti non si interviene chirurgicamente, salvo in caso di grave scoliosi ad evoluzione rapida.
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