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Il rimpatrio, parte integrante dell’intera esperienza di espatrio, non suscita lo stesso entusiasmo e la stessa eccitazione di quando ci si imbarca in una nuova avventura, ma è caratterizzato da emozioni altrettanto forti. Il ritorno a casa dell’espatriato provoca reazioni diverse tra familiari e amici, proprio come succede all’annuncio del trasferimento all’estero: gioia, sollievo, delusione, tristezza o rabbia... è un altro cambiamento che richiede un’attenta pianificazione!
Pianificare la partenza: la prima fase del rientro a casa
Le circostanze del rientro a casa influenzano il modo in cui questo viene vissuto. Il passaggio risulta più facile o più difficile a seconda di tre fattori chiave, ossia:
  1. La decisione di rientrare è stata presa dall’espatriato o da altri?
  2. Quanto si è rimasti all’estero?
  3. L’espatriato è riuscito a mantenere i rapporti con gli amici e i familiari rimasti a casa?
Ogni rientro è diverso dall’altro, a seconda di come questi tre elementi si combinano tra loro.

Lasciare un luogo in cui si è vissuto è un po’ una separazione: riuscire a salutare o dire addio e creare ricordi affettuosi da portare sempre con sé è positivo. La festa di addio, per gli adulti come per i bambini, è un evento a forte carica emotiva e simbolica. È un indicatore sociale ed emotivo di ciò che si sta per lasciare e può essere d’aiuto nel prepararsi alla sensazione di perdita, oltre a compensare l’assenza con preziose espressioni di gratitudine e doni da portare con sé.
Prepararsi a sentirsi diversi
Nel tempo trascorso all’estero l’espatriato e la sua famiglia cambiano, poiché vivere all’estero stimola mutamenti di identità (a vari livelli a seconda della durata del soggiorno all’estero e delle differenze culturali accolte), così come non resta immutata la vita nel paese d’origine. Al rientro amici e familiari saranno a loro volta diversi e la sensazione di non essere sulla stessa lunghezza d’onda, unita a un sentimento di incomprensione, potrà essere forte e dolorosa. L’inevitabile sentimento di “estraneità” che si prova per la prima volta al rientro nel proprio paese di origine, coglie sempre di sorpresa.
Ecco perché può essere utile parlare con i bambini, in una riunione di famiglia per esempio, su come sia abbastanza naturale provare un senso di non appartenenza nei primi giorni del rientro a casa. Comprendendo queste sensazioni, i bambini riusciranno ad accettare la loro situazione.
Il rientro a casa: un progetto familiare
Pianificare il rientro a casa come famiglia può sprigionare energia positiva. È utile fare un elenco dei pro e dei contro, delle speranze e dei timori di ogni membro della famiglia. L’espatriato dovrebbe anche parlare dei sentimenti di felicità che il rientro suscita, del desiderio di ricongiungersi con amici e parenti e di un ciclo della vita che giunge al termine, se del caso. Si dovrebbero incoraggiare i membri della famiglia a essere curiosi di imparare dagli altri, ma anche a condividere aspetti della loro vecchia vita. E se non è stato l’espatriato a scegliere di tornare a casa, i membri della famiglia devono decidere in che modo possono lavorare insieme per rendere questo periodo di transizione un periodo positivo. L’espatriato deve chiedersi cosa potrebbe fare per attenuare la mancanza della vita passata: magari una cena “tipica” a settimana, entrare a far parte di un’associazione culturale o un club sportivo collegato al paese che si è lasciato o trovare altre modalità pratiche per rimanere in contatto con gli amici rimasti nel paese di espatrio... A volte trasferirsi in un luogo dall’anima cosmopolita può rendere l’atterraggio più morbido.
Vivere il presente
La cosa importante è essere felici della vita che si conduce nel presente, conservando i ricordi preziosi delle esperienze passate per trarne forza nei periodi più duri. Il ritorno a casa può essere una delle tappe più difficili del ciclo di espatrio, ma per fortuna è di breve durata. La capacità di adattarsi, sviluppata nel periodo trascorso all’estero, aiuterà l’espatriato a riallacciare i rapporti e impegnarsi nella vita di tutti i giorni.
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